Se il 2018 si era chiuso con il blocco dell’aeroporto di Gatwick dovuto alla presunta presenza di droni non autorizzati, la fine del 2019 ci dice invece che quest’anno verrà probabilmente ricordato come quello del definitivo exploit delle tecnologie anti-drone.

La seconda edizione dello studio sui sistemi anti droni rilasciata pochi giorni fa dal Center for the Study of the Drone at Bard College fotografa infatti un settore in forte espansione, con ben 537 dispositivi attualmente in vendita tra fucili, laser, radar, jammer, etc, a conferma del fatto che la costante diffusione dei droni trascina con sé anche la domanda di strumenti in grado di limitarne il raggio d’azione in aree pubbliche o private dove il volo non è consentito, rimandando i velivoli indietro dal loro pilota oppure portandoli a terra, in casi estremi arrivando persino ad abbatterli.

I numeri del boom

350 degli strumenti presi in considerazione dallo studio, che potete trovare a questo indirizzo, permettono di intercettare i droni e eliminarli, mentre le altre si limitano sostanzialmente a individuarli. La…

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