Di Sergio Barlocchetti

Ho incontrato un extraterrestre. Volava col suo dronetto tra il prato e la strada. Ci siamo presentati, abbiamo fatto amicizia e mi ha raccontato come si vola dalle sue parti. Ha quindi voluto sapere che regole abbiamo qui. Gli ho risposto che ce l’abbiamo fatta. Dopo sette anni di lavori siamo riusciti a scontentare tutti. Non era facile, vuoi che almeno una, dico una, delle tante declinazioni degli appassionati di droni non sia riuscita ad avantaggiarsi grazie ai regolamenti attuali? Neppure quello.

Sono arrabbiati gli operatori, perché è la terza volta che devono registrarsi sul portale d-Flight; sono adirati gli aeromodellisti, che ora tra targa (codice QR), assicurazione e segregazione si sentono come dinosauri alla fine del Cretaceo; sono furenti i piloti di trecentini, perché non sanno bene che sarà di loro, oppure lo sanno e non gli va proprio giù. Infine sono furibondi i pochi imprenditori che nel settore avevano investito e si dichiarano inviperite le evidentemente poco ascoltate associazioni a difesa dei loro associati, che in tutto questo…

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