L’ansia per la diffusione del corona virus ha finito per coinvolgere anche i droni. La scelta è del governo cinese, che dopo aver diffuso la notizia sui casi riscontrati con colpevole ritardo, ora è impegnato con ogni mezzo o risorsa a risolvere il problema il prima possibile, il che significa contenere l’epidemia, isolando gli ammalati, e salvare il maggior numero di persone, nel disperato tentativo di recuperare quella grave perdita di fiducia, da parte della comunità internazionale, che contribuisce a colpire l’economia del Paese.

Così, se nelle grandi metropoli sono arrivati numerosi soldati ed esperti sanitari (a Wuhan, la città dove è stato registrato il maggior numero di casi, viene costruito un nuovo ospedale in pochissimi giorni), la paura è che nelle zone rurali e più periferiche dell’enorme nazione cinese la guardia resti invece troppo bassa, favorendo la diffusione del virus che, in Cina, ha già ucciso oltre 350 persone.

E così, dove non riescono ad arrivare gli uomini, arrivano i droni. Nei giorni scorsi ha avuto grande risalto, finendo anche su molti…

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