È ormai sempre più chiaro che, al di là delle riserve sulla sicurezza e quindi delle inevitabili restrizioni normative che ne conseguono, il tanto atteso e ricchissimo business del drone delivery è al momento più a terra rispetto alle previsioni per via anche (e forse soprattutto) delle evidenti inefficienze che ancora gravano su questo servizio innovativo rispetto alla sua versione tradizionale (vedi qui lo studio sul confronto tra droni e furgoni) e, non ultime, le questioni logistiche che complicano soprattutto gli scenari urbani nei centri delle città.

Non è un caso, infatti, che i pochissimi progetti al momento in corso riguardano esclusivamente aree di periferia, dove il traffico è estremamente ridotto, gli assembramenti di persone meno significativi e frequenti, e soprattutto c’è più spazio per trovare il modo di stabilire dei corridoi aerei senza ostacoli imprevisti, sicuri per il volo dei droni corrieri e per i cittadini.

Ma se i droni si dividessero il carico e il lavoro con altri veicoli, ad esempio prendendo dei passaggi sul tetto degli autobus o dei tram?…

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